Storia San Giustino
    Giustino (Chieti, III o IV secolo) è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che lo considera, secondo un'antica tradizione, l'evangelizzatore della città di Chieti e il suo primo vescovo. Non esiste una documentazione storica dalla quale desumere notizie particolareggiate sulla sua vita; solo nel XV secolo compaiono le sue passio, in gran parte ricalcate sul modello di quelle di Santi omonimi, che lo confondono con un Santo di Siponto del III secolo che avrebbe subito il martirio in Abruzzo insieme ai fratelli, Fiorenzo e Felice, e alla nipote, Giusta. È comunque certo che la cattedrale di Chieti sia stata intitolata al santo vescovo Giustino almeno a partire dal IX secolo: è a questa epoca risalgono, infatti, i primi documenti sulla chiesa a noi pervenuti. Molto probabilmente, resse la diocesi di Chieti durante il travagliato periodo delle invasioni barbariche e della diffusione dell'eresia ariana, attorno alla fine del IV secolo quando, di fronte al dissolversi in Italia delle istituzioni statali, i cittadini iniziarono a stringersi attorno ai loro pastori, scelti tra le figure più carismatiche del territorio. Sono molte, infatti, le città italiane a venerare come patrono i vescovi che le governarono in quel periodo: basti pensare a Milano (con sant'Ambrogio), Torino (san Massimo), Verona (san Zenone). Gran parte delle reliquie di Giustino santo sono venerate in un'urna posta nella cripta del Duomo di Chieti. Molto venerato è, in particolare, il braccio, cui la devozione popolare attribuisce numerosi miracoli (i devoti lo chiamano "santo Braccio"), tra cui quello del 593 in cui il braccio, portato in processione dai teatini, avrebbe respinto un'invasione di cavallette che minacciavano i raccolti. San Giustino viene menzionato nel Martirologio Romano al giorno 1° gennaio, tuttavia nel 1616 la sua celebrazione a Chieti fu spostata al 14 gennaio ed attualmente all’11 maggio.
Fonti tratte da Wikipedia