
L.W. Beethoven Sinfonia N° 3 Eroica
E. Grieg Concerto per pianoforte e orchestra
Solista Hugues Leclere
Direttore Guven Yaslicam
La sinfonia fu inizialmente scritta per Napoleone Bonaparte e
rappresenta la sintesi di tutta l'aspirazione all'epos riscoperta negli
anni della rivoluzione. In essa si avverte la volontà di tenere
insieme la musica e la realtà che già era stata avvertita
, se pur in forma primitiva, nella pièce à sauvetage,
nella marcia, nell'inno e nel pezzo strumentale a programma.
Beethoven, che come Hegel aveva visto nel generale corso "cavalcare lo
spirito del mondo" , scrive una dedica al Bonaparte, dedica che in
seguito disconoscerà in un impeto di sdegno deluso dopo che
Napoleone si sarà fatto incoronare imperatore. Proprio per
questa delusione la sinfonia sarà quindi definitivamente
intitolata (in italiano) "Sinfonia Eroica dedicata al sovvenire di un
grand'uomo".
Il definitivo dedicatario sarà il Principe di Lobkowitz, un
aristrocratico viennese appassionato di musica e buon violinista
dilettante che ne ospitò nel proprio palazzo la prima
esecuzione. La Sinfonia Eroica si presenta con grande solennità
storica. Beethoven ricerca di proposito il luogo comune tematico: il
primo tema, avvicinato ad una lunga teoria di temi in mi bemolle
ripetuto innumerevoli volte in un isolamento statuario, lascia
scoperti, volutamente, i dati di partenza; il tema finale, che era
già stato impiegato nell'ultimo episodio delle Creature di
Prometeo con numerose variazioni di pianoforte, viene inserito per far
comprendere meglio la nuova e grandiosa maniera del costruire.
Le dimensioni complessive dell'"Eroica" (la più lunga sinfonia
scritta sino a quel momento) sono superate solamente dalla Nona
Sinfonia. Il volume dell'orchestra è vibrante e per la prima
volta in una sinfonia vengono usati tre corni e i singoli accordi sono
ricchi di sforzati di notevole evidenza.
La trasfigurazione epica raggiunge il massimo nella "Marcia funebre"
con i rulli dei timpani, le trombe dal suono apocalittico, il fugato
centrale e la melodica divagazione della coda.
Il manoscritto originale è andato perduto ma esiste una copia
riveduta dall'autore nell'archivio degli "Amici della Musica" di
Vienna.