
Con Raffaele
Paganini
CRDL Compagnia Mvula
Sungani
Coreografia Mvula
Sungani, Raffaele Paganini
Regia Mvula Sungani
Figlio del filosofo Gaston Berger, Maurice Béjart, segue i corsi
di danza parallelamente agli studi liceali e universitari. Affascinato
da uno spettacolo di Serge Lifar, decide di consacrarsi completamente
alla danza e fa il suo debutto artistico a 14 anni all'Opéra di
Parigi, poi accanto a Roland Petit.
Nel 1951, crea il suo primo balletto, L'Inconnu, a Stoccolma, poi mette
a punto L'uccello di fuoco sulla musica di Igor Stravinski. Nel 1955,
crea Symphonie pour un homme seul con la sua compagnia, i Ballets de
l'Étoile (musica di Pierre Henry e Pierre Schaeffer), che gli
valse gli onori della stampa e del pubblico. Nel 1960, dopo essere
stato notato da Maurice Huisman, allora direttore del
Théâtre royal de la Monnaie, fonda a Bruxelles il Ballet
du XXe siècle con il quale percorre il mondo intero iniziando
alla danza un vasto pubblico di neofiti. Nel 1987, al termine di un
conflitto aperto con il direttore del teatro della La Monnaie Gerard
Mortier, in piena tournée a Leningrado , Béjart decide di
non tornare più in Belgio. Poco tempo dopo, la Philip Morris
International, con sede a Losanna, gli propone di stabilirsi in
Svizzera. Béjart scioglie il Ballet du XXe siècle e fonda
a Losanna una nuova compagnia, il Béjart Ballet Lausanne.
Sia per il "Ballet du XXe siècle" che a Losanna, Béjart
accoglie danzatori di alto livello di qualsiasi nazionalità.
Desideroso di dare nuovo vigore alla danza maschile, esige dai suoi
interpreti una perfetta padronanza della danza accademica e una grande
capacità di adattamento alle correnti neoclassiche. Fedele ad
un'idea di spettacolo globale, mescola l'universo musicale, lirico,
teatrale e coreografico mettendo in evidenza le qualità
individuali dei solisti, esigendo allo stesso tempo il massimo dai
movimenti d'insieme.
Le tematiche affrontate dal Béjart sono spesso universali ed
egli non esita a mettere in scena i grandi problemi
dell'attualità, come l'Aids o l'ecologia. Nel 1998 viene
condannato per plagio: il suo spettacolo Le Presbytère contiene
una scena copiata da La chute d'Icare del coreografo belga
Frédéric Flamand.
Nel 1999 gli viene consegnato il Prix de Kyoto
Béjart ha molti detrattori che lo accusano di essere troppo
"classico" e non è mai riuscito veramente ad imporre il suo nome
nei paesi anglosassoni. È innegabile però che abbia
contribuito enormemente alla nascita della danza contemporanea in
Francia e in Belgio, soprattutto grazie alle generazioni di coreografi
formatisi alla sua scuola del Mudra.
Symphonie pour un homme seul (1955), (Sinfonia per un uomo solo),
è il primo capolavoro di Béjart e incarna con
un'autorità allucinante l'uomo errante in un universo brulicante
e ostile dal quale spunta improvvisamente una donna dall'erotismo
aggressivo, l'egocentrismo morbido, la selvatichezza voluttuosa. L'uomo
cerca di scappare dalla schizofrenia crescente attraverso la
sublimazione, aggrappandosi ad una corda (dinamica ascensionale, una
costante bejartiana). In questo balletto sono caratteristiche
essenziali la brutalità degli accenti, gli enchaînement
inaspettati, la ricerca parossistica dell'en dehors, la mescolanza del
vocabolario classico e moderno, la stretta coesione tra il gesto
drammatico, il ritmo e il suono. Le Sacre du Printemps (1959), (La
Sagra della Primavera), sulla partitura di Igor Stravinsky, è un
altro capolavoro di Béjart in cui egli esprime in pieno la
dimensione del demiurgo, l'armonia collettiva e l'ode alla fratellanza.
Il famosissimo Bolero su musica di Maurice Ravel, creato per il
ballerino argentino Jorge Donn, esprime la vocazione al monumentale,
all'ecumenismo, è un fantasma del teatro totale, la
volontà di abbracciare tutto con la propria arte.
Il 15 luglio 2007 ha rappresentato alla Scala di Milano uno spettacolo
dedicato a Gianni Versace, a dieci anni dalla morte. Il nome del
balletto è "Grazie Gianni con amore"
L'artista negli ultimi anni soffriva di diversi problemi di salute
legati al cuore e ai reni, che nel novembre 2007 si erano aggravati,
costringendolo a un ricovero presso l'ospedale universitario di
Losanna, dove Béjart si è spento
il 22 novembre. Il coreografo francese era ancora in piena
attività, a Losanna dirigeva da 20 anni il Bbl (Béjart
Ballet de Lausanne), e stava preparando il suo ultimo spettacolo, "Il
giro del mondo in 80 minuti", che avrebbe dovuto debuttare nel dicembre
2007.